Con questa raccolta, lo European Prison Litigation Network, i suoi membri e i suoi partner di tutta Europa intendono informare i giuristi e le organizzazioni della società civile nazionali sui più importanti sviluppi giuridici europei in materia penitenziaria.
La raccolta copre 14 Stati membri dell’Unione Europea, oltre a Ucraina e Russia.
CONTENUTI >> EDUCAZIONE, SALUTE, CONDIZIONI MATERIALI DI DETENZIONE, DIRITTO PENALE, PRIGIONI IN TEMPO DI GUERRA, VITA PRIVATA E FAMILIARE, DIRITTI PROCEDURALI, REGIME, SICUREZZA, ADEGUAMENTO DELLA PENA, TORTURA, DIRITTO DI VOTO, LAVORO
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EDUCAZIONE
In Romania, è stata corretta, tramite ordinanza, una disposizione autorizzante i direttori delle carceri a negare accesso ai corsi universitari a persone detenute sulla base della loro “condotta”. La norma era in violazione del diritto all’istruzione garantito dalla Costituzione rumena.
SALUTE
In Bulgaria, la domanda se l’assistenza sanitaria all’interno delle carceri sia soggetta a controllo giudiziario tramite rimedio preventivo ha ricevuto risposte discordanti da parte dei tribunali (leggi qui e qui).
In Ungheria, un tribunale ha rigettato una richiesta di risarcimento sollevata da un ex-detenuto con una patologia cronica, il quale non aveva avuto accesso ad assistenza sanitaria adeguata durante la detenzione. La sentenza evidenzia lacune significative nel trattamento di persone detenute bisognose di cure giornaliere.
In Romania, una riforma in programma delle ordinanze ministeriali sull’assistenza sanitaria nelle carceri mira a rafforzare l’accesso a cure mediche adeguate, affrontando tra le altre cose le discrepanze nelle diverse strutture e assicurando continuità di trattamento per le patologie ad alto rischio.
In Spagna, è iniziata la costruzione di una nuova sezione dell’Ospedale Universitario di Navarra, per ospitare persone detenute che necessitino un ricovero. Anche se il controllo sull’assistenza sanitaria nelle carceri era stato trasferito alla Comunità Autonoma di Navarra nel 2021, la regione non aveva sino ad ora implementato una sezione di questo tipo.
CONDIZIONI MATERIALI DI DETENZIONE
In Belgio, una legge emergenziale mira alla netta dimunizione del sovraffollamento cacerario tramite l’introduzione di misure che limiteranno l’uso dell’incarcerazione. La legge stabilisce una procedura emergenziale davanti al giudice dell’esecuzione ed introduce una procedura temporanea di rilascio anticipato.
In Bulgaria, un tribunale ha determinato che il calcolo dello spazio personale in una cella deve essere basato sull’area complessiva del pavimento, senza sottrarre al totale lo spazio occupato dai mobili (non disponibile online).
In Italia, il Governo ha presentato un nuovo “Piano per le carceri”, che mira a fronteggiare il problema del sovraffollamento carcerario. Il piano si focalizza sull’ampliamento delle strutture carcerarie, introducendo nuove disposizioni in materia di detenzione domiciliare per persone con dipendenza da alcool o stupefacenti e facilitando l’accesso al rilascio anticipato.
Nei Paesi Bassi, per fronteggiare il sovraffollamento carcerario, il governo ha temporaneamente introdotto una procedura di rilascio anticipato, che permette alle persone incarcerato di venire rilasciate da 1 a 14 giorni prima della fine della loro pena.
In Portogallo, il peggioramento delle condizioni di detenzione a causa di numerosi scioperi, portati avanti dalle guardie carcerarie, ha portato una ONG a minacciare un contenzioso su larga scala di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
DIRITTO PENALE
In Francia, la Corte Costituzionale ha abrogato una disposizione che avrebbe permesso la detenzione preventiva fino ad un anno per minori al di sotto di 16 anni in caso di reati particolarmente gravi, tra cui terrorismo e criminalità organizzata. La Corte ha stabilito che la disposizione era in violazione dei principi fondamentali che regolano la detenzione minorile.
CARCERI IN TEMPO DI GUERRA
In Ucraina, l’attacco ad uno stabilimento carcerario che ha portato alla morte di 16 persone e al ferimento di un centinaio sottolinea l’estrema importanza di salvaguardare il diritto alla vita delle persone incarcerate in tempo di guerra attraverso misure preventive, come l’evacuazione, come stabilito dagli standard nazionali ed internazionali.
Sempre in Ucraina, le autorità, in cooperazione con la Georgia e la Moldavia, hanno organizzato la deportazione in territorio ucraino di civili precedentemente incarcerati, trasferiti forzosamente in Russia a seguito dell’occupazione russa, durante l’invasione, delle carceri in cui erano detenuti – questo, in violazione del diritto internazionale umanitario. A causa di impedimenti amministrativo-legali in Russia, Ucraina, Georgia e Moldavia, erano rimasti bloccati al confine russo-georgiano, rinchiusi in un sotterraneo, in condizioni inumane, e completamente dipendenti dall’assistenza umanitaria offerta da organizzazioni non-governative. Tale situazione riflette il fallimento delle parti interessate di riconoscere gli individui in questione come vittime di crimini di guerra, esponendoli quindi a vittimizzazione secondaria.
VITA PRIVATA E FAMILIARE
Nei Paesi Bassi, la Commissione d’Appello ha ribaltato la decisione di un direttore carcerario di non concedere ad una persona detenuta una visita familiare senza supervisione, adducendo come motivazione un “cattivo comportamento”. La decisione non era basata su criteri chiari ed oggettivi.
Sempre nei Paesi Bassi, la Commissione d’Appello ha annullato la decisione di sistemare un detenuto in un carcere lontano dalla sua residenza, sottolineando che la mancanza di risorse non può di per sé giustificare la disapplicazione del principio per cui le persone detenute devono essere tenute quanto più vicine possibile alla loro rete sociale.
Infine, nei Paesi Bassi, la Commissione d’Appello ha deciso che la mancanza di un interprete non costituisce valido motivo per annullare una visita.
In Portogallo, più di 9000 telefoni fissi sono stati installati in celle carcerarie, dando alle persone detenute accesso libero a numeri di telefono autorizzati – tra cui alcuni di pubblico interesse come l’ufficio del difensore civico.
DIRITTI PROCEDURALI
In Austria, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale una disposizione del Codice Penale austriaco, che, nella pratica, impediva alle persone incarcerate di accedere all’assistenza legale per le questioni riguardanti concessioni detentive.
In Belgio, è stata presentata davanti alla Corte Costituzione una questione preliminare, volta a dirimere giurisprudenza contraddittoria sui reclami – se, quindi, le persone detenute debbano limitarsi con essi a contestare la legalità di una decisione o se possano anche contestare le misure con cui questa è stata implementata.
In Bulgaria, la Corte Amministrativa, nella sua funzione di cassazione, ha confermato l’annullamento di una sanzione disciplinare imposta ad un detenuto madrelingua inglese a cui non era stato affiancato un interprete durante l’udienza disciplinare. Questo gli aveva impedito di comprendere perfettamente la terminologia usata nel processo.
In Ungheria, la campagna di un’organizzazione non-governativa che ha coinvolto persone ex-detenute e familiari di persone detenute ha spinto quasi la metà delle prigioni nazionali alla pubblicazione dei loro Regolamenti online. Questo ha migliorato l’accesso ai regolamenti principali che governano la vita giornaliera, le visite e le comunicazioni all’interno del sistema carcerario.
Nei Paesi Bassi, la Commissione d’Appello ha stabilito che l’amministrazione carceraria aveva violato il diritto delle persone detenute a sporgere reclamo. L’amministrazione aveva reso la presentazione del reclamo contingente ad un colloquio con il personale carcerario e aveva respinto reclami scritti in lingue straniere che non fossero l’Inglese.
Sempre nei Paesi Bassi, la Commissione d’Appello ha affermato nuovamente che le autorità carcerarie non hanno alcuna discrezione nella gestione della corrispondenza avvocato-cliente. Ha stabilito che la restituzione della posta all’avvocato senza spiegazione è illegittima e indebolisce la tutela legale delle persone detenute, chiarificando che la corrispondenza “privilegiata” può essere limitata durante le visite solo sulla base di specifiche disposizioni giuridiche, non di regole interne sulle visite.
REGIME
In Lituania, l’amministrazione carceraria ha adottato regolamenti interni riguardo l’operato di unità speciali per persone detenute a rischio di violenze reiterate, fisiche o psicologiche.
Nei Paesi Bassi, la Commissione d’Appello ha sospeso la decisione di un direttore carcerario di declassare il regime di detenzione di un individuo, adducendo come ragione “cattivo comportamento”. Il ragionamento non era stato sufficientemente motivato e dunque potenzialmente irragionevole o ingiusto.
SICUREZZA
In Russia, recenti modifiche legislative hanno accordato al Servizio di Sicurezza Federale il potere di creare ed amministrare centri di detenzione preventiva. Questo è da considerarsi un significativo passo indietro dalle riforme del 2005-2006 che avevano trasferito la responsabilità per gli istituti penitenziali al Ministero della Giustizia, in linea con gli standard del Consiglio d’Europa.
Sempre in Russia, modifiche legislative hanno ampliato I poteri del sistema penitenziario, particolarmente in aree relative alla sicurezza (sorveglianza delle persone detenute, rifornimento ed uso di armi, ricerche ed arresti per persone evase, coordinazione con altre forze dell’ordine).
ADEGUAMENTO DELLA PENA
In Italia, un tribunale di sorveglianza ha accordato gli arresti domiciliari per un detenuto con problemi di salute, anche se le sue condizioni non erano formalmente incompatibili con la detenzione. Il tribunale ha interpretato la disposizione sugli arresti domiciliari alla luce del sovraffollamento carcerario e della mancanza di risorse, per cui al detenuto non sarebbe stata garantita assistenza sanitaria adeguata in carcere.
Sempre in Italia, un decreto del Ministero della Giustizia ha introdotto delle misure che autorizzano le persone detenute prive di sistemazioni adeguate a beneficiare comunque di misure di adeguamento della pena, attraverso l’inserimento in strutture dedicate alla reintegrazione sociale.
In Lituania, la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso di un detenuto nei confronti di una norma del Codice Penale, che esclude idoneità alla liberazione condizionale nel caso di crimini contro libertà sessuale e/o inviolabilità dei minori.
TORTURA
La Russia ha formalmente ritirato la sua adesione alla Convenzione Europea per la Prevenzione della Tortura e delle Pene Disumane o Degradanti, privando in tal modo il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura di qualsiasi base legale per continuare le sue visite di monitoraggio nel Paese.
DIRITTO DI VOTO
In Francia, la Corte Costituzionale ha confermato la validità di una legge abrogante il voto per corrispondenza nelle carceri, per elezioni locali e legislative. La legge mantiene tale possibilità per elezioni a livello nazionale (presidenziali, europee e voti referendari), ma limita le opzioni di voto per le altre elezioni al voto per delega o al rilascio temporaneo.
LAVORO
In Portogallo, il Difensore Civico ha messo in evidenza carenze significative nelle condizioni di lavoro nelle carceri, in particolare i salari estremamente bassi pagati dall’amministrazione carceraria.
In Romania, l’amministrazione carceraria ha adottato un’ordinanza volta a revisionare gli attuali regolamenti sul lavoro nelle carceri, tra cui la rimozione di norme che in precedenza avevano precluso l’accesso al lavoro a certe categorie di persone detenute.
Sempre in Romania, un’ordinanza ha aumentato il numero di “crediti” acquisibili per giornata di lavoro, all’interno di un sistema volto a premiare lavoro, educazione e attività di riabilitazione. Questo rende benefici chiave come ad esempio il rilascio temporaneo più facilmente raggiungibili.
Traduzido por Filipa Samões Azevedo
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